Inventario

1. Istrumenti relativi alla famiglia Bassi, 1591-1776

Si tratta di istrumenti, in ordine cronologico, relativi alla famiglia Bassi. Trovati insieme agli strumenti di pertinenza della famiglia Veratti, dopo aver verificato non esserci un particolare ordine originale preesistente [cfr. "Note metodologiche" a questo inventario], sono stati divisi per costituire due serie distinte. Sono stati riuniti tutti i documenti relativi alla famiglia Bassi fino a quelli direttamente riferiti all'ultimo rappresentante maschio, Carlo Filippo, sacerdote, il quale nel 1738 cedette i suoi beni alla cugina Laura [cfr. cartone 2, doc. n. 31], e sono stati esclusi quelli direttamente relativi a Laura Bassi, considerata, una volta sposata con Giuseppe Veratti, facente parte di quest'ultima famiglia. In gran parte si tratta di istrumenti relativi all'eredità di Paolo Cremonini il quale, con testamento del 28 febbraio 1717 e codicilli del 13 gennaio 1720, istituì quale suo erede la discendenza femminile e maschile di sua figlia Angela, sposata con Antonio Raggi, finita la quale le sostituiva Giuseppe Frascaroli e i suoi figli e, quelli estinti, sostituiva loro le sorelle di Giuseppe, Antonia Maria, Caterina e Rosa Frascaroli con i loro figli, in infinito. Morti Angela Cremonini Raggi e Giuseppe Frascaroli senza figli, rimasero eredi le tre sorelle Frascaroli, ultima delle quali fu Rosa a cui si affiancò nell'asse ereditario il nipote Carlo Filippo Bassi, figlio di Antonia Frascaroli e di Giacomo Bassi, zio di Laura Bassi [cfr. cartone 4, doc. n. 22]. Rosa Frascaroli, con testamento del 7 giugno 1754, istituì a sua volta erede il nipote e dopo di lui, che nel frattempo aveva intrapreso la vita religiosa e ceduto i suoi beni alla cugina, la discendenza maschile di Laura Bassi. In tal modo i figli di Laura si trovarono eredi di beni provenienti dall'asse materno ed è la ragione per cui la famiglia Veratti rimase in possesso di atti relativi direttamente ai Bassi, quale testimonianza di beni a loro pervenuti.

2. Istrumenti relativi alla famiglia Veratti, 1691-1830

Si tratta di istrumenti, in ordine cronologico, relativi alla famiglia Veratti. Trovati insieme a quelli di pertinenza della famiglia Bassi [cfr. nota introduttiva al cartone 1] sono stati ordinati cronologicamente e attualmente comprendono anche quelli riferiti a Laura Bassi, posteriori al 1738, anno in cui entra a far parte della famiglia per matrimonio. Questi atti notarili sono in gran parte costituiti da testamenti, inventari di beni, doti, incarichi professionali relativi a componenti della famiglia di Domenico Veratti (morto nel 1679) ed in particolare al ramo discendente da suo figlio Francesco (1661-1716). Sono stati collocati in fondo due documenti di cui non è stato possibile dare una certa attribuzione, ed una camicia vuota.

3. Documenti relativi a Francesco Veratti, 1684-1708

Francesco Veratti (1661 apr. 21-1716 nov. 19), dottore in medicina e chirurgia, ebbe una vita molto attiva. Nato a Modena dove risiedeva la famiglia, nel 1677 si spostò a Bologna per studiare medicina; laureatosi nel 1679, nel 1683, con l'idea di studiare presso università estere, si spostò a Venezia con il fratello Geminiano e lì servì l'armata veneta come medico. A seguito della stessa viaggiò fino al 1687 per poi tornare a Modena nel 1688 dove entrò al servizio del duca di Modena addottorandosi contemporaneamente a Ferrara. Sposato nel 1691 con Rosalia Calvoli, figlia del precettore che lo aveva accolto a Bologna nel 1677 (della famiglia della quale si trovano notizie nella serie degli istrumenti) si trasferì a Bologna nel 1694 per esercitare più liberamente la propria professione e nel 1709 si spostò in Romagna, prima a Bertinoro poi a Ravenna, per una condotta. Nel 1713 venne fatto cittadino ravennate. Fu conosciuto come medico ma anche come filosofo, anatomico e botanico. Morì nel 1716 e l'anno seguente la famiglia si riportò di nuovo a Bologna. Francesco ebbe, secondo le memorie di Ferdinando suo figlio [cfr. cartone 5], nove figli di cui tre morti prematuramente. Dei restanti sei, si hanno notizie di Giovanni Pietro (1708-1770) [fu depositario dell'Assunteria dell'Abbondanza del Senato bolognese], Anna (n. 1701), Angela (n. 1693) alias suor Maria Casimira e Teresa (n. 1713) solo grazie agli istrumenti in cui sono citati quali parti contraenti, mentre si ha documentazione relativa a Ferdinando (1698-1777) e Giuseppe (1707-1793).

4. Documenti relativi a Ferdinando Veratti, 1721 (rif. sc. XVII/metà)-1788

Ferdinando (1698-1777) nacque a Bologna e si trasferì in seminario a Ravenna nel 1713. Ritornato a Bologna nel 1717 fu dottore in teologia e autore delle più volte citate memorie sulla famiglia Veratti, divenne canonico di San Petronio e nel 1734 confessore del monastero di Santa Maria degli Angeli di Bologna.

5. Documenti relativi a Giuseppe di Francesco Veratti, 1734-1742

Giuseppe (1707-1793) fu medico e pubblico lettore di medicina; sposò nel 1738 Laura Bassi da cui ebbe per certo otto figli. Iniziò i propri studi con Giacomo Bartolomeo Beccari nel 1727 e fu spesso a fianco della moglie nella conduzione degli esperimenti di fisica tenuti nel laboratorio attivato presso la loro casa.

6. Documenti relativi a Laura Bassi, 1732-1836

La sistemazione della documentazione delle due buste che seguono è il frutto dell'intervento di riordino ed inventariazione effettuato nel 1962 da Raffaella Tommasi, a cui non sono state apportate variazioni sostanziali se non di descrizione. Nata il 29 ottobre 1711 [per una biografia di Laura Bassi cfr. Dizionario Biografico degli italiani, VII, Roma, 1965, pp. 145- 147] da Giuseppe Maria e Rosa Maria Cesari, Laura ebbe come primo maestro di grammatica ed estimatore Lorenzo Stegani; in seguito Gaetano Tacconi, lettore di medicina, le impartì lezioni di logica, metafisica e filosofia naturale ottenendo risultati tali da ritenerla, all'età di venti anni, in grado di poter affrontare un confronto pubblico. La disputa che la Bassi sostenne il 17 aprile del 1732 alla presenza del legato Grimaldi, dell'arcivescovo Prospero Lambertini e di numerosi letterati e notabili della città e stranieri costituì sicuramente per Bologna un avvenimento di particolare interesse e il fatto più importante nella vita di Laura. La presentazione in pubblico di una donna in grado di disquisire e di dimostrare un alto grado culturale attirò l'interesse di un vasto pubblico. Tali furono le sue capacità dimostrate in pubblico che nello stesso anno le fu conferita la laurea in filosofia, con una cerimonia solenne tenuta nel Palazzo Pubblico. Il collegio dei filosofi l'aggregò per acclamazione e il senato accademico dimostrò il proprio favore a conferirle una cattedra nell'Archiginnasio: di conseguenza Laura Bassi il primo giugno sostenne una tesi pubblica che le avvalse ex officio il lettorato di filosofia. Il 29 ottobre, sempre del 1732, ella cominciò le sue lezioni pubbliche che però non furono frequenti, non essendo 'decente' presentarsi in pubblico assiduamente; essa tenne comunque, per anni, lezioni privatamente a casa sua. Gli avvenimenti del 1732 furono fondamentali nella vita della Bassi e gli unici che solitamente vengono riportati con dovizia di particolari da tutti i suoi biografi: in qualsiasi resoconto della vita della Bassi sembra quasi che siano stati i soli avvenimenti della sua vita. Ebbe invece sicuramente una vita intensa, dovuta alla sua attività scientifica e alla sua figura di madre, avendo avuto per certo nove figli [Dai documenti si ha notizia di nove figli (cfr. albero genealogico). Le biografie di Giovanni Fantuzzi e Michelangelo Gualandi riportano dodici figli, mentre quella di Antonio Garelli fa riferimento a otto; per certo solo cinque dei figli sopravvissero, Giovanni, Ciro, Giacomo, Caterina e Paolo e sono gli stessi e unici che sono citati nella memoria di Ferdinando Veratti (cfr. cartone 5, pezzo n. 3)]. Si era infatti sposata nel 1738 con Giuseppe di Francesco Veratti, medico e pubblico lettore di medicina e a tal proposito entrambi i biografi principali di Laura Bassi, Giovanni Fantuzzi e Antonio Garelli sostengono che il matrimonio fu soprattutto una conseguenza della età avanzata del padre e della necessità per una donna di non comparire sola in pubblico per il proprio decoro. Nel 1776 fu conferita alla Bassi la cattedra di fisica all'Università di Bologna e nel 1778, il 20 febbraio, morì, a detta di molti, debilitata nel fisico anche dai numerosi parti. Dei due cartoni, il primo contiene documentazione in gran parte manoscritta, il secondo pubblicazioni a stampa.

7. Documenti relativi al canonico Giovanni di Giuseppe Veratti, 1761-1800

I documenti del 1800 sono stati restaurati.

Giovanni Veratti (1738-1800), primogenito di Giuseppe e Laura Bassi, lettore di teologia morale e sacra scrittura, fu canonico e in seguito custode dignitario di San Petronio e prorettore del Collegio Montalto. Lasciò quali eredi il fratello Paolo e la sua discendenza maschile.

8. Documenti relativi a Giacomo di Giuseppe Veratti, 1772-1818

Giacomo Veratti (1749-1818 mag. 1), uno dei quattro figli maschi sopravvissuti di Giuseppe e Laura Bassi, prese l'abito dei padri dell'Oratorio di San Filippo Neri e fu canonico nella basilica di San Petronio. Fu molto vicino al fratello Paolo seguendolo nelle sue traversie famigliari.

9. Documenti relativi a Paolo Veratti, 1765-1832

Per quanto riguarda Paolo (1753 gen. 25 - 1831 dic. 21), figlio di Giuseppe e Laura Bassi, appare subito evidente dalle carte, come questo figlio, che intraprese la carriera universitaria come la madre, sia vissuto nel riflesso della figura materna, sempre citata nei momenti più significativi della sua vita e della sua professione. Dopo aver fino da tenera età prestato i suoi servizi nel Gabinetto Fisico dell'Istituto delle Scienze sotto la direzione della madre e del padre, con i quali studiò filosofia e medicina, frequentò a lungo la scuola del dottor Gaetano Uttini, sostenendo presso la casa di questo una disputa semipubblica. Nel 1773 entrò all'Accademia dell'Istituto delle Scienze come alunno e il 20 giugno 1780 prese la laurea in filosofia e medicina. Ebbe incarichi all'Assunteria di Sanità, per il controllo del male bovino, che allora imperversava nelle campagne, e per visite alle spezierie, quale protomedico del Collegio di medicina. Nel 1785 sostenne le sue conclusioni nell’Università di Bologna con il titolo Quibusdam aeris conditionibus sanitatem respicientibus al fine di conseguire una lettura e nel 1786 fu nominato, come risulta da diverse memorie scritte da Veratti stesso [cfr. cartone 10, fascc. 2, 4; cartone 11, fascc. 3, 4.], professore sostituto di fisica sperimentale nel corso del professor Sebastiano Canterani, ma non conseguì mai la cattedra. Già allora le sue condizioni economiche non erano floride: nel 1785 inoltrava una supplica per sé e la propria famiglia all'Opera Pia dei Poveri Vergognosi per ottenere un contributo [cfr. cartone 9, fasc. 7, doc. 8. Tale contributo fu poi ottenuto, come risulta da una minuta di lettera scritta da Paolo Veratti, cfr. cartone 11, fasc. 4.]. Citando dalla supplica: "[dopo la morte della madre] venuti a mancare alla famiglia gli annui proventi che lei godeva, il di lei marito Giuseppe e i tre figli maggiori, dei quali due sono preti uno è ammogliato e ha famiglia, cominciarono ad avere appena onde mantenersi coi posti loro propri, essendo l'asse comune paterno e materno cosa tenuissima e insufficiente diviso in cinque parti a mantenere decentemente non che una famiglia, ma ne pure una sola persona. Il quarto figlio Paolo più giovane di tutti e ammogliato anch'esso e con famiglia propria trovandosi sprovveduto, … implora supplicando la Santità Vostra a destinargli dall'Opera dei Poveri Vergognosi un assegno che, unito alla tenue tangente dell'asse materno, che gli è comune col padre e coi fratelli, sia sufficiente a mantenere decentemente la di lui famiglia e dargli comodo di proseguire la sua carriera". Nel 1793 gli fu accordata una lettura di medicina nell'Università bolognese e fece la sua prima lezione nel Teatro Anatomico, divenne Accademico Benedettino e, nel 1796, fu aggregato al Collegio di medicina e nel 1799 al Collegio di filosofia. Era iscritto al ruolo dei medici dei monasteri di San Giovanni Battista, di San Lorenzo, di Santa Maria Maddalena, delle monache dei Servi, e dei padri della Santissima Annunziata. Giunto appena al più alto grado della sua carriera e al relativo riconoscimento, anche economico, l'arrivo dei francesi sovvertì lo stato delle cose. Furono soppressi il Collegio medico, il Collegio Pontificio di Montalto, nel quale era maestro di fisica, e diversi monasteri presso i quali esercitava la professione di medico. Nel 1803 con l’impianto della nuova Università non venne tenuto in considerazione per l’assegnazione di una cattedra, pur svolgendo spesso le funzioni di sostituto, ottenendo solo il posto di custode del Gabinetto di fisica sperimentale. Negli anni 1804-1807 diede pubbliche lezioni di fisica sperimentale all’Università per assenza o impedimento del professore ordinario. Nel 1808 diede il corso completo delle lezioni in quanto si era resa vacante la cattedra. Creato a Bologna il liceo di S. Lucia, nel 1812 vi fu destinato quale professore di fisica riunita alla chimica e alla storia naturale e mantenne la cattedra fino alla soppressione. Mise a disposizione dei suoi alunni un gabinetto fisico proprio, ereditato dai genitori e da lui aumentato costantemente. Sotto il governo francese egli traeva quindi i mezzi di sostentamento solo dalla cattedra di liceo. Con il ritorno del Governo Pontificio gli venne assegnato il posto di custode di tre gabinetti scientifici presso l'Università, contro le sue aspettative di riconoscimento e di nomina quale professore universitario. Tutto questo lo portò sempre più verso una situazione di indigenza, contando la sua famiglia ben nove componenti, tanto da inoltrare ulteriori suppliche al Pontefice e all'Opera Pia dei Poveri Vergognosi. È solo con il 1828 che ottiene da parte del cardinale Oppizzoni l'ammissione a ruolo di professore emerito dell’Università. Paolo era sposato con Maria Teresa Serafina Marchesini ed ebbe per certo quattro figli: Giuseppe (1783 -1816) medico, morto in età giovanile; Francesco (1788 -1831) medico anch'esso; Gaetano (17861828) avvocato e Laura Maria Caterina (n.1793). La documentazione relativa a Paolo Veratti è la più cospicua del fondo. Soggetta in gran parte ad intervento di restauro nel 2000, non presentando un ordine originale anche per i numerosi rimaneggiamenti subiti in passato, è stata ordinata evidenziando alcuni argomenti di massima e collocando i fascicoli creati secondo un ordine logico (sono stati anteposti ad esempio le fedi di battesimo e matrimonio) e cronologico. È stato attribuito a Paolo Veratti anche il materiale relativo alla verifica del suo stato patrimoniale, successiva alla sua morte, in quanto a lui direttamente collegato e non riferibile in particolare ad uno dei suoi figli.

10. Documenti relativi a Gaetano di Paolo Veratti, 1806-1825

In merito a Gaetano Veratti (1786 feb. 3 - 1828 mar. 14) si evince ben poco dai documenti, se non che era avvocato. Ricoprì la carica di Segretario poi di direttore provvisorio delle Poste nel Dipartimento del Reno. Morì senza figli, lasciando quali eredi i fratelli e i loro figli in linea maschile.

11. Documenti relativi a Francesco di Paolo Veratti, 1830

In merito a Francesco Veratti (1788-1831), secondogenito di Paolo, sposato con Adelaide Marchesini da cui ebbe due figli, Giuseppe e Leonida, è presente un unico documento, una dichiarazione d’amore di un certo Giuseppe Pironi per Margherita Veratti, indirizzata a Francesco in quanto tutore della ragazza, essendo il padre Giuseppe Veratti morto prematuramente.

12. Miscellanea, 1712-sec. XVIII

È stato qui collocato materiale che non è stato possibile ricondurre con certezza a nessuno dei componenti delle famiglie Bassi e Veratti o ad alcuno degli argomenti individuati. Si tratta di documenti relativi allo scienziato Giacomo Bartolomeo Beccari (1682-1766), a Luigi Galvani (una supplica e l’albero genealogico di Giacomo Filippo Antonio Galvani) e di una raccolta di composizioni poetiche, di argomento vario, non direttamente collegate a Laura Bassi, ma forse scritte per lei, o da lei possedute e raccolte, in quanto un argomento ricorrente è la donna.